L’Afrique. Est-elle si bien partie?

L’Africa emergente, che cresce, è seduta su una polveriera di precarietà politica ed economica. Occorre uno sviluppo sostenibile, e l’Africa ha le soluzioni. Questa, in sintesi, è la tesi della geografa Sylvie Brunel, nel suo volume “L’Afrique. Est-elle si bien partie?” (edizioni Sciences Humaines, 2014). Il libro sarà presentato giovedì 30 aprile (ore 17) a Roma, presso la Società Geografica Italiana (via della Navicella 12), alla presenza dell’autrice, di Manuel Amante da Rosa (Ambasciatore di Capo Verde), Gabriele Quinti (CERFE), Alessandro Suzzi Valli (Università L’Orientale di Napoli). Modererà Paolo Sannella, presidente del Centro Relazioni con l’Africa, che promuove l’iniziativa. L’articolata trattazione di Sylvie Brunel parte dalla individuazione di tre rappresentazioni correnti dell’Africa, che si mescolano tra loro nell’immaginario collettivo su scala planetaria: l’Africa della miseria; l’Africa dell’esotismo; l’Africa emergente. Tutte rappresentazioni che rischiano di essere caricature inadeguate della reale situazione di un continente complesso, molto differenziato al suo interno, al centro di dinamiche interne ed esterne che non sempre risultano chiare agli stessi addetti ai lavori. Brunel prova a mettere in fila dati e fenomeni, parlando di governance politica e militare, urbanizzazione, classi medie, regimi fondiari, alimentazione e molto altro ancora.

L’immagine è tratta da: http://lentrepreneuriat.net/

 

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