Lo sguardo dall’alto

inchino_etiopiUn magistrale articolo dello storico Gianmarco Mancosu sintetizza una serie di suoi studi sulla propaganda dell’Istituto Luce, la colonizzazione fascista e la costruzione di un immaginario sull’Africa che ha sorprendenti continuità con il nostro presente. L’esame di alcuni fotogrammi mostra quanto il fascismo abbia cercato di elaborare e diffondere una rappresentazione dei popoli africani conquistati come primitivi e bisognosi di protezione e aiuto esterno, e degli italiani come portatori di un’opera di redenzione e di civilizzazione verso tali popoli. Significativo, a questo proposito, l’uso di riprese dall’alto verso il basso, come a significare uno sguardo che controlla e minaccia, ma anche protegge e rassicura. Uno sguardo che prova a marcare, sul piano estetico, una presunta superiorità morale, tecnologica, e razziale. E’ un elemento di riflessione non tanto per i nostalgici di quel periodo o per gli irrecuperabili razzisti, quanto soprattutto per i rappresentanti del benevolato caritatevole, e per chiunque si ritenga portatore di qualcosa che alla gente africana, quasi “per essenza”, manchi.

Nella foto: “atto di sottomisione di un abissino” (1936), dal sito: https://sites.google.com/site/razzismoitalianoinetiopia/la-costruzione-del-consenso/fotografare-la-conquista

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