La visione della vita nelle religioni africane

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Il tema delle religioni tradizionali nelle società africane è uno dei più ricorrenti in questo blog. Su questo argomento si sono consumati grandi equivoci, misconoscimenti, misfatti: perché sulla presunta “inferiorità spirituale” dei popoli di questo continente si è giocata, e si gioca ancora oggi, una partita molto sporca. Questa partita ha avuto come esito, dalle parti nostre, una sorta di legittimazione coloniale a trattare la gente africana con superiorità, o al massimo con benevola condiscendenza. Con conseguenze culturali e pratiche devastanti, ora in parte riconosciute e contrastate anche da parte delle stesse chiese cristiane che avevano avuto un ruolo negativo su questo versante. Su questo tema ospitiamo con piacere un provocatorio contributo di Luisa Casagrande, basato su ampie conoscenze antropologiche e una profonda esperienza personale.

 

Luisa Casagrande – Antropologa, CEO di azienda mineraria, ricercatrice indipendente

 

Ho una grande passione per le religioni animiste e per il feticismo, con il quale – attraverso simboli, simbolismi e rituali magici – si soddisfano i desideri ed i bisogni immediati in questa dimensione terrena. Questo, da una parte, per ragioni di nascita e di sangue, dall’altra, per uno sviscerato interesse personale. Tutta la mia infanzia è stata riempita dai piccoli e grandi segreti su questa pratica e la trovo talmente naturale da non essermi mai posta il problema sulla sua legalità e/o sulla sua ragion d’essere. Fino a quando non sono letteralmente piombata nella cultura occidentale, con i suoi crismi rigidi ed i giudizi estremamente facili.

La cosa che più sbigottisce è la definizione che in Occidente si dà a questa pratica e cioè che sono “culti primitivi che venivano, e vengono, praticati da alcune tribù”. Ecco! Questo è un concetto che va completamente corretto. Per i cosiddetti “uomini civilizzati”, le religioni sono tali soltanto se rispondono a certi parametri, come, ad esempio: avere un solo dio; avere un dio simile – se non uguale – all’uomo; avere dei profeti, dei sacerdoti ed avere dei  codici morali a cui ci si deve attenere pena la scomunica e/o la dannazione eterna. A chiusura di tutte le caratteristiche che deve avere una religione accettabile, pare vi sia l’esigenza di un messaggio salvifico: poiché l’uomo è imperfetto e corruttibile, le loro anime sono destinate ad una straordinaria vita ultraterrena dove le sofferenze, le lacrime ed il dolore patiti verranno cancellati.

Succede però che vi siano persone per cui non esiste un dio, non esistono sacerdoti, profeti, testi sacri a cui fare riferimento e nemmeno esiste alcuna narrazione salvifica. Queste persone sono convinte che all’interno di qualsiasi elemento via sia un’essenza spirituale ed intangibile: l’anima, appunto. L’animismo non si può, né si deve, liquidare così, in modo spicciolo. E’ un mondo spontaneo, talmente vasto, non riconducibile ad alcuna altra cultura come fondamento, ma figlio di esperienze psicofisiche di ogni individuo rapportato ad esseri “spirituali” superiori che animano il mondo: uomini, animali, piante e, in genere, ogni manifestazione naturale. Nell’animismo non si ritiene che il mondo sia un luogo crudele e malvagio nel quale siamo destinati a patire sofferenze e dolori, né che siamo destinati alla dannazione per colpa del peccato originale. La vita, invece, è un’esperienza straordinaria e la terra è una madre accogliente ed amorevole. La vita di ogni essere vivente ed ogni manifestazione naturale si spiega attraverso l’esistenza di un’anima immortale; una volta sopraggiunta la morte carnale, questa fa un percorso che è simile per tutti.

Mi chiedo, a volte, se non sia il caso di ritornare ad avere una concezione così pulita e semplice del mondo. Nel voler forzatamente dare un senso alle nostre esistenze, abbiamo modificato quello che è lo scorrere naturale del tempo ed il valore che diamo ad ogni accadimento, complicandolo, rendendolo sterile e svuotandolo dell’energia necessaria per permetterci di entrare in sintonia con ciò che ci circonda, siano persone o cose.

 

Foto da: africanholocaust.net

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