La ricerca genetica come priorità

dna

Nel 2003, per la prima volta, è stato sequenziato il genoma umano, ad opera di numerosi centri di ricerca in tutto il mondo, ma a tutt’oggi l’Africa è considerata solo in minima parte: solo il 2% dei campioni genetici utilizzati per la ricerca farmaceutica provengono dal continente africano. L’Africa è dunque svantaggiata nella ricerca di trattamenti farmacologici adeguati. Di questi temi si è parlato, tra l’altro, nel VI Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, tenutosi a febbraio ad Addis Abeba.

Anch su questo versante, la conoscenza dei popoli africani è fondamentale: per la comprensione delle origini dell’uomo, della diversità genetica e della predisposizione alle malattie. Sviluppare progetti su larga scala che studino la propensione alle malattie tra diverse popolazioni in tutto il continente è una chiara esigenza scientifica e di sanità pubblica. Tale sforzo dovrebbe essere integrato con programmi volti a migliorare la capacità di ricerca in loco. A questo proposito, le cose stanno gradualmente cambiando, grazie anche al lavoro di istituti di punta in diversi Paesi, tra cui la Nigeria e il Sudafrica.

Rafforzare la ricerca genetica è una priorità, non solo non solo per i singoli Paesi, ma per tutti noi, su scala globale. Come anche i profani stanno imparando in queste settimane di pandemia.

Ringrazio Andrea Spinelli Barrile, di Slow news, per gli spunti forniti

Immagine tratta da: https://africasecuritynewswire.com

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