Colonia e colonialismo

Non ho mai sentito dire tante fesserie in così pochi secondi: il  tempo di una intervista al telegiornale Sky.  Qualche giorno fa, il nuovo direttore de “La Stampa”, a proposito dei gravi fatti di Colonia (l’assalto sessista alle donne durante i festeggiamenti di Capodanno) ha affermato, più o meno, che l’assalto di gruppo alle donne di Colonia sarebbe un stato un atto tribale che ha origine dall’implosione degli Stati arabi in Nordafrica e Medio Oriente; tale implosione avrebbe fatto riemergere antichi, e mai del tutto sopiti, costumi di gente nel suo insieme (tutti quanti!) abituata da secoli alla razzia e alla violenza. Concetto ribadito in questo articolo. Mi limito a riportare questa replica dell’islamista Lorenzo Declich, dove si mostra che la realtà è un poco più complicata di quel che si vorrebbe. O forse più semplice, ma in un senso diverso. Cerchiamo di andare oltre.

La veduta di Algeri è tratta da: http://chiviaggiaimpara.blogspot.it/2015/07/paesaggi-lassekrem-nel-massiccio-gli.html

Esotismo e sessualizzazione

Un significativo studio di Ian Hancock ha proposto un parallelismo tra la situazione dei popoli africani e quella dei rom da un particolare punto di vista: quello della esotizzazione e della morbosa sessualizzazione di tali genti da parte della cultura occidentale. E questo ha riguardato soprattutto le donne: immaginate, rappresentate e mostrate sempre ed esclusivamente come fonte di inesauribile passione e sensualità, e come oggetto passivo dello sguardo e del desiderio maschile bianco. Parimenti, gli uomini di questi popoli sono stati storicamente considerati come pericolosi attentatori alle virtù delle donne bianche. Stereotipi di tipo razzista, che hanno radici profonde, e che percorrono la storia dell’Occidente. E’ significativo, ad esempio, come notava  Shehrezade Ali (citata da Hancock), che anche la produzione Disney abbia narrato tante volte di eroi bianchi che si accoppiano con pretendenti “colorate”, ma raramente o mai di donne bianche che si accompagnano ad eroi “esotici”.

Ringrazio come sempre l’attento Fabrizio Casavola della segnalazione.

La foto dal film “Venere nera” di Abdellatif Kechiche (2011) è tratta da: http://www.celluloidportraits.com/film/5855_2_Venere_nera.html

Donne musulmane, nuovo velo e spazio pubblico

Ho letto con grande interesse la recensione di Khedidja Mokeddem al libro “Hijâb : nouveaux voiles et espaces publics”, di Mohamed Kerrou (edizioni Cérès, Paris, 2010). L’autore segnala la diffusione di un nuovo velo, un velo moderno, e il suo legame con l’aumento di potere, sociale e politico, delle donne musulmane nella sfera pubblica. Dalle parti nostre sappiamo (o capiamo) decisamente poco queste cose, ma faremmo meglio a informarci. La recensione è contenuta nell’“Africa review of books” del settembre 2011.

La foto è tratta da: http://ta7t-essour.forumchti.com/

 

Studi sul genere a Cape Town

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L’African Gender Institute di Cape Town ha creato un portale web, GWS Africa, che riporta preziose informazioni e documenti sugli studi di genere nel continente africano. Tra i temi vi sono: la violenza basata sul genere; genere e media; genere, conflitti e pace;  genere e sviluppo; genere e legge; genere e sessualità.

La foto di una premiazione della dr. Salimata Wade, esperta senegalese di nutrizione, è tratta da http://tc.iaea.org

Tabacco e diritti umani

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Attorno al tabacco in Kenya c’è una complicata matassa di problemi: lo sfruttamento del lavoro di minorenni e donne nelle piantagioni, la salute della popolazione (e dei ragazzi in particolare), l’aggressività del marketing, la manipolazione del corpo femminile nella pubblicità, e molto altro ancora. Un articolo di Richard Daynard, Rangita de Silva de Alwis e Ruth Oniang’o, pubblicato nella rivista online AJFAND, ha al suo centro il rapporto tra tabacco, diritti umani e modello di sviluppo, mettendo in fila le questioni aperte e le possibili soluzioni.

La foto è tratta da: http://article.wn.com

Elezioni e sinergie tra donne parlamentari

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Elezioni in Tanzania e Costa D’Avorio. In quest’ultimo Paese, il tasso di partecipazione al voto per le elezioni presidenziali ha raggiunto la straordinaria percentuale degli 80% degli aventi diritto.

A Kinshasa, un importante incontro di donne parlamentari africane, di cui da’ notizia l’agenzia MISNA:

Donne parlamentari dell’Africa australe sono riunite a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, per discutere, tutta la settimana, di sinergia e collaborazione nell’interesse del genere femminile. Pari opportunità, politiche di comune interesse, promozione del ruolo politico delle donne, saranno i principali argomenti a dibattito per le rappresentanti del Congresso delle donne parlamentari della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc), che raggruppa 15 paesi della regione meridionale dell’Africa. Secondo un rapporto dell’Onu pubblicato ad Ottobre e intitolato “Le donne nel mondo nel 2010”, soltanto in 23 paesi le donne raggiungono la quota del 30% di rappresentatività in Parlamento. Nel 2009 erano soltanto sette le donne capi di stato, contro 143 uomini, e 11 capi di governo su un totale di 192.[CC]

La veduta di Abidjan è tratta da: http://www.abissafestivale.com

Violenze diverse

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Oggi Amnesty International ha denunciato la ripresa degli stupri e del reclutamento di bambini soldato nella Repubblica Democratica del Congo.

Su Global Voices è pubblicato un articolo sulla condizione delle donne sieropositive, che in diversi Paesi africani vengono sterilizzate, discriminate e stigmatizzate.

Forse appagati dal vaudeville messo in scena in Swaziland (una delle tante mogli del re si vedeva con un ministro, travestita da soldato), molti non hanno prestato sufficiente attenzione alle recenti manifestazioni per la libertà politica in questo Paese (con conseguenti arresti ed espulsioni), di cui ha parlato ampiamente l’agenzia MISNA.

La veduta di Mbabane è tratta da: http://photos.igougo.com