Il calcio e l’emancipazione delle ragazze in Sudafrica

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HIV/AIDS, gravidanze precoci delle teen-agers, violenze verso le donne e le ragazze in particolare. Sono alcuni gravi fenomeni rilevabili in Sudafrica (e non solo).  Può il calcio essere una fonte di rafforzamento per le giovani? Lo sport è ancora cosa prevalentemente maschile, ma un progetto, “Girls and football SA”, sta cercando di andare in una direzione contraria. Per promuovere lo sport come strumento di  conoscenza e riappropriazione del proprio corpo, di crescita di autostima, di trasmissione di informazioni sanitarie fondamentali.

La foto è tratta da: http://www.facebook.com/jvwgirlsfootball/

Il calcio e la conoscenza dell’Africa

Un modo particolare, ma a suo modo efficace, per conoscere l’Africa è studiare il suo movimento calcistico e quel che c’è attorno. Si occupa di questo tema “African Football, Identity Politics and Global Media Narratives: The Legacy of the FIFA 2010 World Cup”: un volume uscito quest’anno (presso Palgrave Macmillan), a cura di Tendai Chari e Nhamo A. Mhiripiri. E’ uno studio multidisciplinare sugli aspetti simbolici e narrativi dei campionati mondiali svoltisi nel 2010 in Sudafrica, con un approccio originale e una metodologia articolata, basata, a seconda dei casi, sull’analisi dei contenuti dei media, dei blog, di interviste e altro ancora.

La foto è tratta da: http://www.theguardian.com (Photograph: Andy Rain/EPA)

Stephen Kiprotich e l’ignoranza di un commentatore tv

Come alcuni sanno, l’atleta ugandese Stephen Kiprotich ha vinto la gara di maratona alle Olimpiadi di Londra appena concluse. Il giornalista Giancarlo Governi, su Facebook, ha acutamente commentato un particolare non da poco:

“La maratona l’ha vinta un ugandese il quale all’arrivo si e’ inginocchiato e si e’ fatto il segno della croce. Commento del commentatore di SKY: ringrazia i suoi dei. Manco i fondamentali!”

Niente da aggiungere, salvo farsi un giro, a tempo perso, alla voce “Religioni tradizionali” nei tags qui a destra.

La foto di Stephen Kiprotich è tratta da http://en.wikipedia.org